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Una vita vissuta con gratitudine
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IL PESO degli INVISIBILI - 1 MARZO 20101 Marzo 2010
Non possiamo trasformare una deriva in un viaggio creativo o alternativo. Come Redazione del sito vogliamo prestare attenzione a questo sciopero e a quello che speriamo possa far capire. Ma chissà quanti anche domani butteranno altro fango addosso ai migranti, poiché trovandosi a disagio per vari disservizi gli grideranno dietro parole di rabbia per non essere rispettosi della libertà altrui in terra straniera che li accoglie... respingendoli! Anche qui a Nairobi ci vorrebbe uno sciopero del genere, uno sciopero di lavoratori saltuari che ogni giorno fanno chilometri per andare in città dalle varie periferie (slum molto spesso) e che offrono manodopera a bassissimo costo e fanno andar le cose dei ricchi, dei boss. Allora sì che ci si renderebbe conto del peso che hanno i cosiddetti Poveri nella nostra vita. I veri poveri o miserabili son coloro che non capiscono che più ci si divide, più si creano differenze e confini più si sta male. Sicurezza per i missionari? Problema serio e vero, o preoccupazione inutile?
Nel 2009, sono stati 37 i missionari uccisi, di essi 30 erano sacerdoti, 2 suore, 2 seminaristi, e 2 volontari laici: 23 in America Latina, 11 in Africa, 2 in Asia 2 e 1 in Europa (Vedi riquadro).
È molto duro morire per cause violente: è duro per chi muore con paura e sofferenza, è duro per chi rimane. Ma è un dato di fatto che sono tanti i missionari rapiti, uccisi, feriti, depredati, minacciati. Pensiamo all’Iraq: la tragedia dei cristiani arabi, cattolici caldei; alla Palestina: le nuove persecuzioni contro i cristiani da parte dei gruppi oltranzisti islamici; alla Nigeria: uccisioni nel centro e nel nord del paese; allo Sri Lanka: i tamil cristiani vivono le stesse tragedie dei tamil indù; all’India: morti e feriti. E potremmo elencare tanti altri paesi. I missionari -sacerdoti, suore, diaconi locali, missionari laici- sono tantissimi e sparsi in tutto il mondo. Lavorano spesso in zone di disagio sociale e di conflitto militare. Curare un missionario ferito costa, sostituire un missionario morto è più difficile. E quindi, si tratta di un problema serio e vero o di inutili preoccupazioni? Non farci caso o pensare e fare qualcosa? È un fenomeno vecchio o qualcosa di nuovo che esige risposte nuove? Angela di DIO
padre Paolo Latorre
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Febbraio 2010 23:40 )
Queste vogliono essere due righe in memoria e in ringraziamento di Angela, una social worker della nostra scuola che è morta una settimana fa. Era una professoressa e social worker nella scuola di St. John dal 1985, era stata assunta prima che padre Alex arrivasse a Korogocho. Una vera memoria storica, aveva solo 54 anni. Fra poco prenderò l'autobus per partecipare al suo funerale vicino al Lago Vittoria. Grazie ANGELA DI DIO di aver accompagnato la vita di molti giovani di Korogocho, di aver accompagnato anche me e altri padri missionari a capire la realtà di queste latitudini del mondo, del mondo che hai condiviso e che hai cercato di educare con il tuo essere donna, madre educatrice e assistente sociale.
Quello per cui ti dico grazie e ringrazio il Signore Dio di averti incontrato sul mio cammino è la tua capacità di dire la tua, di spiegare le vicende che succedevano senza ricami personali, nè aggiunte maliziose, nè gossip!
Che il Signore ci doni tanti altri Angeli come te qui in questa terra.
Grazie!
barikiwe
p. Paolo
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