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"Quando porterai anche me all'aeroporto?" - di Kevin Omondi Juma

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Kevo in the sunVenire in Italia era il mio sogno, aspettavo davvero da tanto tempo che questo si realizzasse e sono molto felice di aver realizzato il mio sogno e il mio scopo di venire in Italia. Chiedevo sempre a padre Paolo, uno dei missionari comboniani che da poco ha lasciato Korogocho: “Perché con te continuiamo ad andare a prendere e a portare gente all’aeroporto? E quando porterai anche me all’aeroporto?”. “Abbi pazienza, non si sa mai” (questa era la risposta di Padre Paolo) ma, dopo alcuni anni di pazienza da parte mia, il Signore ha risposto alle mie preghiere dandomi l’opportunità di visitare l’Italia.

In Italia ho sperimentato molte cose che non avrei mai potuto immaginare che potessero accadere, perché pensavo che la gente che viveva in Italia fosse ricca, ma mi sono reso conto che siamo uguali e che la sola differenza è il colore della pelle.

LA REALTA’ DELL’ITALIA

Se confronto l’Italia al Kenya (e in modo particolare a Korogocho) noto una grande differenza, mi sembra di essere in un altro mondo, perché? Perché alcune persone in Italia, specialmente nei luoghi ricchi, hanno un diverso stile di vita e ritengono che la vita senza denaro, grandi case e grandi automobili non sia possibile. Mentre in Kenya, specialmente a Korogocho dove vivo da 21 anni, la gente sa e crede che prima di tutto la vita senza Dio che non è possibile. Sappiamo che le cose vengono piano piano, e che non è obbligatorio averle perché noi facciamo ciò che possiamo.

ECONOMIA

Per quanto riguarda l’economia, mi sembra che in Italia tutto sia come in Kenya. 

Kevo e Alex

Tutto costa molto, i trasporti e la benzina. Molte persone, specialmente nelle baraccopoli, pensano che gli Europei o gli amici che vengono dall’Italia per una visita o per un servizio di volontariato siano ricchi ed abbiano un sacco di soldi. Ma l’esperienza è una buona maestra e io ora so che siamo nelle stesse condizioni e che dobbiamo pregare reciprocamente gli uni per gli altri. La corruzione è in tutto il mondo e non solo a Korogocho. Sono rimasto scioccato nel vedere gente senzatetto  in Italia e mi sono reso conto che questi problemi non sono soltanto di Koch (Korogocho).

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 19 Gennaio 2012 01:01 )
 

Tradimento Monti - Salviamo il referendum dell'acqua - di padre Alex Zanotelli

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Era il 13 giugno, esattamente 7 mesi fa, quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune: ”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni!" (Salmo, 126). E oggi, 13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto...” (Salmo, 126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre. Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai, mai ci saremmo aspettati che un governo, cosiddetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta. E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale Governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori. Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A. Catricalà, Sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato. E C. Passera, Ministro allo Sviluppo Economico, ha affermato: ”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G. Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico. E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato”. E non meno clamorosa è l’affermazione del Ministro dell’ambiente C. Clini: ”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…. La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione”.
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del Governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art. 20 afferma che il servizio idrico - considerato servizio di interesse economico generale - potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico (ARIN) in ABC (Acqua Bene Comune - Ente di diritto pubblico). E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro. E’ il tradimento del Governo dei professori. E’ il tradimento della democrazia.

 

Auguri di Buon Natale

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di Umberto Gamba

 

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Buon Natale e un Anno di Grazia del Signore

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Natale 2011

 

di p. Stefano Giudici

 

Korogocho, 17 Dicembre 2011

“Ti abbiamo creato per condividere con Noi la nostra Vita. Ma poi Adamo scelse di andare per conto suo, come sapevamo che avrebbe fatto, e tutto prese un'altra piega.Ma invece di cancellare tutta la creazione, ci siamo rimboccate le maniche e ci siamo gettati nella mischia – questo è quello che abbiamo fatto in Gesù”
(da “Il rifugio”, di William P. Young)

 

Sharing

La situazione mondiale sembra davvero una mischia colossale, della quale non si intravede né capo né coda, in cui tutti cercano di salvarsi come possono, o tirando cazzotti a destra e a manca, oppure aggrappandosi al primo che capita a tiro, nella speranza che, almeno lui o lei, non affondi. E sì che ce lo ripetono, ormai già diversi anni fa: gli addetti ai lavori, quelli dentro le faccende economiche ma con un cuore solidale, ci avevano avvisati a più riprese, come tante Cassandre: il sistema, così com'è, non può reggere. Qualcuno usava l'immagine biblica del profeta Daniele, la famosa statua dai piedi di argilla: crollerà tutto, dicevano. E noi – noi? – avanti, imperterriti, a goderci l'ultimo sole su una spiaggia minacciata dallo tsunami.


E lo tsunami è arrivato. Ma non è, attenzione!, una catastrofe naturale, né un castigo divino per la nostra durezza d'orecchi e di cuore. È invece il frutto di macchinazioni diaboliche, chiare, precise, pianificate nei minimi dettagli, che hanno portato alla morte di milioni di persone (sì, morte, perché che vita è se non hai un lavoro, né la speranza di un lavoro; se il fatto di ammalarsi diventa un ostacolo insormontabile; se ogni giorno che passa senti le forze diminuire e il mal di stomaco crescere per lo stress...?). “L'uomo stesso ha preparato all'uomo questo destino”, si legge all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, e lo stesso si può dire di questa crisi mondiale. Solo che i colpevoli di oggi ancora mangiano e brindano indisturbati, anzi, ancora vengono chiamati a dirigere e a dare consulenze, etichettati come salvatori del mondo. O almeno del proprio Paese.


La cosa più grave di tutte è che ancora adesso, nonostante tutto quanto sia successo negli ultimi tre anni, ancora non riusciamo a capire che il sistema è morto, collassato sotto l'ingordigia e la cupidigia di pochi. Ancora sogniamo di tornare indietro come ai vecchi tempi, magari indietro fino ai dorati Anni Ottanta. Potessimo fermare il mondo, farlo rigirare su di sé e tornare a permetterci i piccoli lussi di un tempo! È quello che vogliamo?

Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Dicembre 2011 20:30 )
 

Risorse


Il gufo disse...

  • La vita è un tesoro. Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse: Una volta Dio decise di travestirsi da mendicante ...
  • il tintinnio della monetina Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse: Un saggio indiano aveva un caro amico che abitava a Boston....
  • ma io farò Dio! Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse: Un bambino giocava a “fare il prete” insieme ad un...