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Abracadabra! Un intruso a Korogocho

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di padre Paolo Latorre
7 Febbraio 2010
Ciao a Tutti, come va con il freddo?Napenda lunch
I giorni qui passano veloci, intensi e con tante sorprese.
La sorpresa più fastidiosa è quella della corrente elettrica che va via proprio quando serve, ovvero la sera. Infatti è l'unico momento in cui ci si può mettere a lavorare al computer, leggere/rispondere alle mail, aggiornare i conti e fare i reports dei progetti per l'anno 2009.
Insomma vita un pò difficile nelle scorse settimane. Questa sera con padre Stefano siamo venuti alla casa provinciale per l'assemblea provinciale che comincia domani sera, e io sto approfittando per mettere a posto i reports e tante altre cose collegate. E' tempo di rendicontare e questa è un'attività che prende tempo ma va fatta bene.
Tra le attività più impegnative che stiamo portando avanti c'è quella della campagna per la chiusura della discarica. Con p. John nei giorni scorsi abbiamo incontrato personaggi chiave del ministero dell'ambiente, cercando di capire come intendono muoversi. Dire come stanno le cose non è facile, ma certo par di capire o di aver conferma che la spazzatura poi non è così puzzolente o cosa da buttare quando si capisce che da essa si possono far soldi! Ridurre la produzione di spazzatura, ridurre i consumi che la generano, riciclare e riparare ciò che può essere riparato... queste azioni di cittadino del mondo responsabile non solo danno sollievo alla madre terra che si lamenta, geme e soffre, ma possono dare adito a un cambio di prospettiva del nostro modo di relazionarci al benessere, a non ridurre il tutto a comprare e vendere per il solo scopo di stringere tra le mani il capitale... che per molti pare essere la vera e sola forza del mondo!!! Ma è proprio così? O ci accontentiamo di soccombere a questa forza per non prenderci la responsabilità di pensare altrimenti e di cambiare la prospettiva dalla quale vediamo e viviamo il mondo.
Con la comunità cristiana il cammino procede, con fatica, ma con tanta speranza.
Un bel risultato del Napenda Kuishi Rehabilitation Programme è che gli alcolisti che seguiamo riescono a lasciare la dipendenza e a ritornare a una vita sobria, questo è il risultato di tanti anni di lavoro e di presenza.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Febbraio 2010 10:31 )
 

"VEDO QUINDI SONO?" - Ipotesi della RAI di chiudere 5 sedi straniere

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rai africa

La televisione ha generato la mutazione da homo sapiens a homo videns[1]. Siccome «l’occhio crede in quel che vede» e l’immagine assume totale autorità, il tele-spettatore crede solo in ciò che vede. Ci sono poche e nascoste agenzie di stampa in cui si parla dell'ipotesi della RAI di chiudere 5 sedi straniere tra cui quella di Nairobi (oltre alle sedi di Nuova Delhi, il Cairo, Beirut e Buenos Aires). Sarebbe un danno enorme per l'informazione, specialmente dopo le campagne per l'apertura della sede di Nairobi.

Qualunque sia la strategia che dà origine a questa proposta ci sembra che ci sia poca considerazione e riflessione sulla ricchezza che una sede all’estero può dare a una istituzione come la RAI. Non ci si può accontentare dell’ormai inflazionata giustificazione “taglio dei costi”, quando stipendi di noti presentatori del servizio pubblico hanno avuto aumenti spropositati e chissà quanto denaro verrà disperso per pagare i soliti banali ospiti della kermesse di Sanremo. Di fronte all’assunto che continua a credere e sostenere che «l’informazione che conta è la più filmabile; e se non c’è filmato non c’è nemmeno notizia, e cioè la notizia non viene data, non è “video-degna, reclamiamo il diritto di un modo altro di fare informazione e di informarsi che è la ragion d’essere del servizio pubblico dell’informazione. «In televisione oramai impazzano le notizie locali-nazionali, e si sono sempre più ridotte le notizie internazionali. Peggio ancora, o peggio che mai, quando il principio diventa che la televisione deve sempre “far vedere”, diventa imperativo aver sempre un filmato su tutto. Il che si traduce in una inflazione di filmati di aria fritta». Spesso in paesi che vivono situazioni di guerra e di non-libertà è impossibile riprendere immagini, sono i casi del Sudan, della Somalia, della Colombia solo per citarne alcuni. Questi paesi già non esistono poiché non sono accessibili alle riprese video. Se verranno anche a mancare questi sedi di Corrispondenza e i loro giornalisti in sede ci verranno anche a mancare quelle poche notizie che, magari non hanno appunto immagini ma, ci permettono di conoscere, di sapere, di avere informazioni.

Come Missionari Comboniani di Korogocho e come Redazione del sito siamo grati alla professionalità e alla sensibilità con cui in questi anni la sede Rai di Nairobi ha visto l’Africa e l’ha fatta parlare. E come sito vogliamo esprimere la nostra forte preoccupazione per la scelta di chiusura delle Sedi RAI all’estero. Non vogliamo che il mondo dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina venga perso di vista, che la democrazia rappresentativa divenga da governo delle opinioni il governo sulle opinioni, non vogliamo «cittadini che nulla sanno e che si  interessano di nullità». A rischio di non esistere, noi scegliamo di r-esistere.

A seguire trovate l'APPELLO della Tavola per la Pace - da sottoscrivere direttamente on line sul sito VITA.IT, la voce del non profit - e in allegato una serie di agenzie di stampa della possibile chiusura delle sedi RAI.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Febbraio 2010 09:49 )
 

KENYA: Affrontare la crisi della povertà urbana

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NAIROBI, 19 Gennaio 2010 (IRIN)

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pic_03_kiberaFridah Awour Agolla vende ortaggi nello slum di Mathare a Nairobi da 20 anni. In tempi migliori, vendeva tutta la merce ogni giorno. Ma ultimamente le forze del mercato hanno cominciato a colpire ancora più duramente i milioni di persone che in Kenya vivono in questi miseri e negletti insediamenti.

“I miei clienti comprano sempre meno; adesso trovo che merci come gli ortaggi non si esauriscono in giornata e restano per il giorno dopo. La possibilità della gente di comprare questa merce è realmente crollata,” ha detto a IRIN Agolla, madre di cinque figli.

Agolla ha fatto del tutto per far frequentare ai suoi figli la scuola elementare ma non ha mai guadagnato abbastanza per pagare l’educazione secondaria.

“Se potessi permettermi di associarmi ad un savings club (dove i regolari contributi dei soci vengono distribuiti a rotazione) comprerei una varietà di cibi per migliorare la mia disponibilità di merce e probabilmente venderei di più, e forse qualcuno dei miei figli potrebbe tornare a scuola,” ha detto.

Pamela Anyango Odhiambo,, di venticinque anni, e madre di cinque figli, dice che far quadrare i conti diventa sempre più difficile a Mathare.

“Penso che I prezzi del cibo siano più che raddoppiati in pochissimo tempo, per esempio, con 300 scellini ( $4 USA) potevo dar da mangiare alla mia famiglia per giorni. Ora non bastano nemmeno per un solo giorno,” dice Odhiambo, che deve nutrire gemelli di due mesi.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 29 Gennaio 2010 12:18 )
 

A tutti gli Amici di Gino Filippini

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E' in corso una raccolta della documentazione (lettere, note varie, foto) necessaria alla predisposizione e redazione di "un libro" che possa e sappia valorizzare tutta la ricchezza dell'eredità che Gino ci ha lasciato.
Chi avesse sue lettere, registrazioni, foto, video è pregato di mettersi in contatto con il gruppo di redazione al seguente indirizzo email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Grazie per la preziosa collaborazione.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 02 Febbraio 2010 16:31 )
 

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Il gufo disse...

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